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DEDUCIBILITÀ DELLE EROGAZIONI LIBERALI

Per incentivare i cittadini e le aziende ad aiutare le ONLUS mediante il versamento di donazioni in denaro, lo Stato ha previsto alcune agevolazioni in materia di detrazioni dall’imposta dovuta, nell’anno in cui si effettua la donazione.

Per poter comprendere meglio quali siano queste agevolazioni bisogna cominciare col distinguere le così dette “persone fisiche”, soggette all’imposta sul reddito delle persone fisiche, dalle persone giuridiche, soggette all’imposta sul reddito delle società.

Persone fisiche

Nel primo caso i soggetti a tale imposta (IRPEF) potranno dedurre dall’imposta il 26% delle erogazioni liberali versate nel 2014, ma con un limite massimo di € 2.065,83, il tutto ovviamente da far valere in occasione della dichiarazione dei redditi 2015 che comprenderà i redditi conseguiti nel 2014.

Per l’anno 2015 e seguenti (salvo successive modifiche di legge) la detraibilità massima dall’imposta, sempre nella misura del 26% delle erogazioni liberali versate nel 2015, non avrà più il tetto di € 2.065,83, bensì di € 30.000,00, il tutto ovviamente da far valere nella dichiarazione dei redditi che si dovrà compilare e presentare nell’anno 2016.

Persone giuridiche (Società soggette a imposta sulle società – IRES)

Anche le società di capitale (società per azioni, società in accomandita per azione e società a responsabilità limitata) e tutti gli altri soggetti indicati nell’art. 73 del testo unico delle imposte dirette (TUIR), possono detrarre dal reddito di impresa conseguito quanto versato a titolo di donazioni in denaro alle ONLUS.

Per determinare l’imponibile all’imposta IRES si potrà dedurre, per l’anno 2014 una somma massima pari ad € 2.065,83.

Per l’anno 2015 (letteralmente per tutti gli esercizi sociali successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014), la somma massima detraibile, per quel che riguarda il totale versato alle ONLUS nell’esercizio, sarà di € 30.000,00.

In entrambi i casi bisogna comunque tenere presente che la somma detraibile, con riguardo ai limiti predetti dovrà essere contenuta nel 2% del reddito di impresa dichiarato.

Alternativa di detraibilità

L’Associazione Pane Quotidiano, ONLUS di diritto, tiene una propria contabilità con il metodo classico della partita doppia, atta a rappresentare con completezza e analiticità le operazioni in essere in ogni periodo di gestione. Redige inoltre a fine esercizio, che coincide con l’anno solare, un proprio bilancio annuale. Per questo motivo è facoltà delle persone fisiche e delle società optare per una alternativa forma di detraibilità. L’art. 14 del Dl 35/2005 così detto “più dai meno versi” prevede in questi casi che il donante possa detrarre dall’imponibile una somma massima pari al 10% del reddito complessivo di ciò che ha versato nell’esercizio, con un tetto massimo di € 70.000,00.

Quest’ultima agevolazione, in alternativa a quelle predette. Si tratta quindi di effettuare un calcolo di convenienza.

Modalità di versamento delle erogazioni liberali

Si evidenzia che per poter beneficiare delle agevolazioni predette i versamenti effettuati alle ONLUS dovranno essere “tracciati”. I versamenti alla ONLUS dovranno essere cioè effettuati sempre mediante assegno bancario, assegno postale, assegno circolare, tutti non trasferibili e intestati alla ONLUS o mediante bonifico bancario o postale. In quest’ultimo caso può essere usato il bollettino postale, nel quale si dovrà indicare come beneficiario la ONLUS.

Cessione di derrate alimentari non più commerciabili a Onlus

La normativa fiscale prevede che per le cessioni gratuite di derrate alimentari, prodotti farmaceutici, prodotti editoriali e dotazioni informatiche “fuori commercio”, effettuate alle ONLUS da parte degli operatori economici, esiste la possibilità di rendere l’operazione commerciale non imponibile sia agli effetti dell’IVA che agli effetti delle imposte dirette.

La non imponibilità agli effetti dell’IVA determina la possibilità di mantenere detraibile l’IVA sugli acquisti. Questo è possibile solo nel caso in cui la cessioni gratuite riguardino derrate alimentari che, per loro natura, non possono più essere vendute (non più idonee alla commercializzazione).
(esempio: carenza o errori nel confezionamento, etichettatura, ammaccamento e rottura delle confezioni, prodotti vicino alla data di scadenza). In tal caso tali prodotti (quindi tali cessioni) si parificano ai beni destinati alla distruzione (smaltimento).

Questo significa che in senso stretto (cioè senza considerare le deroghe indicate qui appresso) la distruzione dei beni può avvenire solo dopo aver preventivamente effettuato una comunicazione agli uffici dell’Amministrazione finanziaria e ai comandi della Guardia di Finanza competenti per territorio.

Alcune semplificazioni introdotte dal legislatore permettono di evitare la formalità sopra citata, almeno ai fini delle imposte dirette, a condizione che, all’atto della consegna dei beni alla ONLUS beneficiaria, la stessa rilasci una dichiarazione, sostitutiva dell’atto di notorietà, con la quale venga dichiarato (modello dichiarazione qui allegato sub. 1) che i beni donati sono impiegati esclusivamente per le sue finalità istituzionali.

Queste indicazioni valgono solo agli effetti della non imponibilità ai fini delle imposte dirette.
Per poter mantenere anche agli effetti dell’IVA la non imponibilità è necessario intanto che il valore imponibile dei beni donati esposto in fattura (valore normalmente applicato alla vendita) non superi l’importo di € 10.000,00, poiché nel caso di superamento della somma, è sempre e comunque necessario comunicare preventivamente agli uffici finanziari che si sta effettuando l’operazione.

Se invece la donazione non supera i 10.000,00 €, è sufficiente inserire nel documento di trasporto usato per la consegna dei beni la dicitura: “prodotti non più commercializzabili per … (MOTIVAZIONE DELLA NON COMMERCIABILITA’) … ceduti gratuitamente a ONLUS ai sensi dell’art. 6, comma 15 legge 133/99”. A sua volta però la ONLUS dovrà rilasciare una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, con la quale attesti i requisiti richiesti dall’art. 10, numero 12) del DPR 633/72 e s.m.i. (cioè di essere ONLUS).

In sostanza, reputando che tutte le donazioni rimarranno sotto all’importo fatidico di diecimila euro, le uniche incombenze per il donante sono la dicitura da inserire nel DDT e conservare agli atti la dichiarazione della ONLUS, anch’essa necessaria poiché in sua mancanza si perderebbero tutte le agevolazioni predette. (applicazione dell’IVA sulle fatture emesse e delle imposte dirette, in tal caso dovute anche sugli importi relativi alle merci omaggiate).

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